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La sentenza 183 del 19 gennaio 2010, del Consiglio di Stato ha imposto al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali di terminare il procedimento di istruzione contro Silvano dalla Libera,
agricoltore di Pordenone e vicepresidente di Futuragra, e di concedergli l’autorizzazione a seminare mais Ogm, senza attendere le decisioni delle Regioni in merito alla coesistenza di diverse colture.
''La sentenza è inappellabile - ha chiarito Silvano Dalla Libera nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi a Milano - Non ci sono più scuse per bloccare l'esercizio di un diritto che mi è stato riconosciuto dal più alto organo della giustizia amministrativa del nostro Paese. Insieme a me ci sono già decine di agricoltori che in questi giorni mi hanno espresso la loro solidarietà e la loro ferma intenzione di seminare in aprile''.
Il ministro Zaia esprime così la sua contrarietà: “Rispettiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ma ricorreremo in tutte le sedi. Faremo opposizione anche perché siamo convinti di rappresentare fino in fondo il volere dei cittadini. E tre cittadini su quattro, in Italia, non vogliono gli Ogm".
È stato presentato un emendamento - a firma del senatore Pd Francesco Ferrante - al decreto milleproproghe che bloccherebbe il rischio di coltivazioni ogm in Italia. Una iniziativa che ha immediatamente raccolto il favore dell'Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) che chiede al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia di sostenere l'emendamento.
L'emendamento all'articolo 8 bis del decreto (Proroga di termini in materia di agricoltura) recita: "Al fine di completare il quadro normativo regionale che consenta l'attuazione delle misure necessarie per garantire l'effettiva coesistenza tra le diverse forme di colture che attualmente possono essere praticate [...] sono sospese la sperimentazione in campo aperto e l'avvio delle coltivazioni di organismi geneticamente modificati su tutto il territorio nazionale, fino a quando le Regioni non abbiamo adottato i Piani di coesistenza [...]".
"Non si capisce, francamente, il motivo per cui si debbano introdurre coltivazioni Ogm in Italia a prescindere dalle Regioni e dall'assunzione di regole certe a tutela del prezioso e ineguagliabile patrimonio agroalimentare di qualità che ci distingue nel mondo - commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - Speriamo quindi che il Governo, insieme al ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, voglia sostenere l'emendamento al Decreto Milleproroghe, proposto dal Sen. Francesco Ferrante, al fine di salvaguardare la peculiarità italiana e difendendola dalle lunghe mani delle multinazionali del Biotech".
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